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Nuova SIM e nuovi problemi

Recentemente l’Antitrust e le associazioni dei consumatori hanno lanciato un allarme rivolto a tutti quelli che sottoscrivono un nuovo contratto di telefonia mobile.

I principali operatori mobili in Italia (Fastweb – Tim – Tre – Vodafone – Wind) molto spesso nascondono o omettono di informare l’utente sulla presenza di costi aggiuntivi.

Tali servizi ed i relativi costi risultano nelle bollette e rappresentano una maggiorazione del costo pari al 10-15%.

Vediamo quali sono le principali voci nascoste che sono a pagamento:

  1. “chiama ora”-” ti ho cercato”- “chiamami”: è un servizio a pagamento con il quale l’utente viene informato da chi è stato contattato;

  2. l’ascolto dei “messaggi in segreteria”: è un servizio a pagamento;

  3. il piano tariffario “base”: ha un costo settimanale fisso che viene generalmente pagato mensilmente.  E’ bene controllare che non ci siano delle soglie minime oltre le quali è previsto un pagamento extra (es. superamento dei minuti di chiamata – superamento dei GIGA);

  4. il piano tariffario “tutto incluso”: prevede una combinazione di minuti di chiamate, un  numero di SMS e di GIGA per navigare.  Accertarsi che non vengano addebitati costi oltre una certa soglia di minuti, di SMS, di GIGA;

  5. pagamento di una “penale per il recesso dal contratto in abbonamento”;

  6. pagamento di una “penale per il recesso entro” un periodo di tempo indicato (12-24 mesi);

  7. “altri costi”: non è indicato dagli operatori a cosa si riferiscano tali costi. E’ bene sentire il proprio operatore e chiedere chiarimenti.

Solo recentemente, a chi acquista una nuova SIM o effettua un passaggio ad altro operatore vengono fornite precise indicazioni per disattivare parte di questi servizi a pagamento.

Tale accortezza da parte dell’operatore si è resa necessaria a fronte degli innumerevoli reclami avanzati dai consumatori che poi confluivano in sanzioni da parte dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Servizi a valore aggiunto

Da ultimo è bene chiedere al proprio operatore la disattivazione dei c.d. “servizi a valore aggiunto”- “servizi premium”- “servizi a contenuto”.

Questi sono dei servizi a pagamento offerti tramite SMS che danno accesso a news, meteo o giochi.

L’utente non sa che sono a pagamento e li attiva senza accorgersene.

Per evitare di pagare questi servizi, è bene chiedere al proprio operatore la disattivazione dei servizi a pagamento contattando il servizio di assistenza.

In via preventiva,  si può chiedere al proprio operatore il blocco di tutti i servizi a pagamento (es. servizi vietati ai minori di 18 anni, SMS di donazioni).

Al consumatore è sempre garantito il diritto al ripensamento: potrà  cioè  in ogni momento disattivare il blocco e riattivare tali servizi a pagamento.

Come chiedere il rimborso?

Qualora ci si accorga che sul proprio numero telefonico è stato attivato un servizio a valore aggiunto non richiesto, l’utente può chiedere il rimborso delle somme alla compagnia telefonica.

Preliminarmente è bene contattare il servizio clienti lamentando l’addebito, tenendo prova della bolletta o dell’addebito.

In caso di mancato accredito, si dovrà  procedere con un reclamo formale nel quale si lamenta l’addebito dei servizi non richiesti.

Se anche dopo il reclamo l’operatore mobile si nega, ci si potrà rivolgere al CORECOM che è l’organismo preposto per  risolvere le controversie con i gestori di telefonia.

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